
L’Italia riparte, gli omicidi bianchi non si sono mai fermati
Riccardo Chiari, ROMA, 09.09.2021
Morire di lavoro. Anche ieri mantenuta stabile l'insostenibile media di tre morti ogni 24 ore. Operaio del marmo travolto dalle lastre a Pietrasanta, pensionato precipita da un albero che stava potando in un'azienda agrituristica nelll'aretino, altro operaio trovato esanime in un cantiere della metro di Napoli. Solo in Toscana cinque vittime in dieci giorni. E su Luana la perizia sull'orditoio accusa: manomessi i dispositivi di sicurezza. "Invece nel nostro caso – chiosa Marco Piagentini, che ha perso moglie e due figli nella strage ferroviaria di Viareggio – con un artifizio non è stato riconosciuto l'incidente sul lavoro".
Manifestazione contro le morti sul lavoro
© La Presse
Se nemmeno
le fasi più acute della pandemia avevano arrestato il quotidiano, tragico
rendiconto di omicidi bianchi e di gravi incidenti sul lavoro, alla ripresa
produttiva si sta accompagnando un escalation di lutti, che mantengono stabile
l’insostenibile media di tre morti ogni 24 ore.
Nel giorno in cui i lavoratori del porto di Livorno scioperavano per due ore,
raccogliendo l’invito di Filt Cgil, Fit Cisl e Uiltrasporti dopo la morte di
Juan Galao, marinaio filippino di 54 anni della petroliera italiana Meligunis,
ucciso alla Darsena Petroli da un cavo d’ormeggio della nave che si è spezzato
colpendolo al torace come una gigantesca frusta, il bollettino dei caduti sul
lavoro ha registrato altre due vittime in Toscana e una in Campania.
Teatro della morte di Andrea Bascherini, 54 anni compiuti venerdì scorso, il
piazzale dell’azienda marmifera “2P trading srl”, lungo la via Aurelia a
Pietrasanta. L’operaio è rimasto schiacciato da due blocchi di lastre di marmo,
solo per miracolo un suo compagno di lavoro ha evitato di fare la stessa fine.
I sindacati confederali di categoria (Feneal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil) di
Lucca e Massa Carrara hanno subito proclamato otto ore di sciopero per oggi,
ricordando che la tragedia è arrivata dopo una serie di infortuni, gravi, nelle
cave apuo-versiliesi. “Noi vediamo troppi lavoratori fare due, tre cose
contemporaneamente – denunciano – e nei piazzali troppi operai a movimentare
carichi pericolosi da soli”.
Alla richiesta sindacale di un incontro urgente con datori di lavoro,
istituzioni e Asl del comprensorio, si è accompagnata la decisione del
Consiglio regionale di convocare i dirigenti dei servizi di prevenzione e
sicurezza sul lavoro delle Asl, insieme agli assessori a lavoro e diritto alla
salute. “Dalla fine di agosto stiamo contando già cinque morti – osserva
Antonio Mazzeo che presiede l’assemblea toscana – perché giorni fa un operaio
era rimasto folgorato a San Gimignano, e un altro operaio, Giorgio Chiovaro,
era affogato a Follonica, colpito da una barca (aziendale, ndr) mentre era in
immersione in un allevamento ittico”.
L’altra vittima odierna in Toscana, a Castiglion Fiorentino, è Giuseppe Zizzo,
73 anni, precipitato da un albero che stava potando nell’area di un
agriturismo, dove poteva entrare “in quanto amico del proprietario”. Al
cordoglio della Flai Cgil, la segretaria nazionale Tina Balì ha accompagnato
parole chiare: “E’ una strage continua che non si riesce ad arginare. Crediamo
sia necessario intervenire a tutti i livelli”.
Sarà infine chiarita dalla magistratura la dinamica della morte di Luigi
Manfuso, ritrovato nel fossato della banchina dei treni sul cantiere della
stazione Tribunale del metrò della Linea 1 di Napoli, e spirato poche ore dopo
in ospedale. Gli investigatori aspettano i risultati dell’autopsia, che dovrà
appurare se si è trattato di un incidente sul lavoro oppure di un malore.
Nessun dubbio invece sulla terribile fine di Luana D’Orazio, la giovane mamma
apprendista operaia che a inizio maggio, senza avere al suo fianco un tutor
come vorrebbe la legge, fu letteralmente “ingoiata” da un orditoio. In questo
caso la perizia disposta dalla procura di Prato ha accertato che il macchinario
andava a pieno regime e senza le protezioni, con la fotocellula di sicurezza
disattivata per far andare l’orditoio anche senza la saracinesca di sicurezza
abbassata.
“Invece – chiosa Marco Piagentini, che ha perso moglie e due figli nella strage
ferroviaria di Viareggio – nel nostro caso non è stato riconosciuto l’incidente
sul lavoro. Si è fatta filosofia del diritto per separare il rischio sul lavoro
dal rischio di circolazione. Si torna indietro di 50 anni, di fatto si afferma
che non esiste alcune tutela per chi vive o transita vicino ai binari”.